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venerdì 4 novembre 2022

Vintage o Retrò? E ancora: Antiquariato e quando modernariato?

 


 Negli ultimi anni il collezionismo di oggetti vecchi ,antichi o evocatori di ricordi d'infanzia è tornato  

prepotentemente alla ribalta. Esistono trasmissioni televisive, numerosi gruppi nei social,riviste e libri .

Verrebbe quindi da pensare che tutti ormai siamo informati, sappiamo riconoscere stili ed epoche, o 

perlomeno chi è interessato a questo mondo è chiaro. 

Invece continuiamo a far confusione , stentiamo a riconoscere il periodo a cui risale l'oggetto che ci 

interessa e a collocarlo nalla sua esatta categoria. 

Vintage o retrò? Oppure vintage o antiquariato?

Proviamo in maniera semplice a far chiarezza.

- RETRO'

Oggetto moderno, costruito praticamente oggi ma che rimanda nello stile e nelle fattezze al passato.

                                                    Sedia-abito-auto etc.


 

-VINTAGE

Oggetto con almeno 30 anni ( e non sempre sufficienti)di età, se invece l'oggetto di anni ne ha soltanto

 25 parliamo di NEW VINTAGE.

Il termine deriva dal francese antico"Vendenge" dalla parola latina "Vindemia" cioè Vendemmia, che a

 sua volta indica vini d'annata e di pregio. Infatti con il termine Vintage si indicano oggetti diventati di 

culto perchè costruiti con materiali di pregio o perchè han segnato a tal punto il costume o la cultura di 

quel periodo, da essere considerati dopo decenni, preziosi o inimitabili.

                                                    R4- fiat500-Vespa-Lambretta


-ANTIQUARIATO

Con questo termine si fa riferimento ad oggetti costruiti almenno 100 anni prima della data in cui viene 

valutato.Secondo alcuni sarebbero sufficienti 70 anni ,a me sembrano pochini e appoggio la teoria di 

chi sosiene che servano 100 anni. Tuttavia a fare di un oggetto un pezzo d'antiquariato non è soltanto

 l'età, conta soprattutto se possiede o no una fattura particolare, decorazioni preziose, rarità della 

lavorazione ,insooma l'unicità e il pregio che renderanno l'articolo degno di essere considerato 

                                                         Pezzo D'Antiquariato


-MODERNARIATO

Oggetti-mobili costruiti generalmente nella seconda metà del 900.Tale categoria è infatti nata per 

identificare prodotti nati nel periodo che coincide con la fine della II guerra mondiale.

In quel periodo presero vita nuove tecniche produttive,nacquero numerose fabbriche che avviarono

 produzioni in serie.Questi cambiamenti rivoluzionarono il design , dando vita a mobile ed arredi dal

 nuovo look . Il mobile diventa più semplice ed elegante, badando non soltanto all'estetica ma anche

 alla funzionalità e praticità.


Il Collezionista Curioso




giovedì 16 gennaio 2020

La prima moneta fluorescente coniata dalla Zecca italiana


Da Marco Aurelio a Montessori, dalla pizza ai Vigili del fuoco. Le nuove monete da collezione presentate nel vecchio edificio della Zecca dello Stato celebrano il genio e le eccellenze italiane. Ma non solo. Arriva anche la moneta fosforescente, proposta per la prima volta. "E' una novità assoluta", ci racconta Silvia Petrassi, incisore, "ci sono sempre state monete colorate ma così possiamo arrivare a un target diverso: i bambini". La moneta è  dedicata alla sostenibilità ambientale, agli animali in via di estinzione e alla salute delle piante. "Sono monete coniate dalla Zecca di Stato, possono quindi essere usate anche per comprare un caffè - spiega Matteo Taglienti, responsabile commerciale e marketing del Poligrafico e della Zecca dello Stato - Ma attenzione, hanno un valore: per esempio nel caso di quella con la tigre, di 37 euro. Il caffè vi costerebbe caro"
di Cristina Pantaleoni


fonte :https://video.repubblica.it



domenica 10 novembre 2019

COMMISSARIO BASETTONI

Immaggine presa dal Web
Il commissario Basettoni è un grande amico di Topolino. I due si ritrovano spesso ad effettuare indagini su casi misteriosi e a sgominare bande di criminali a Topolinia. La prima apparizione di Adamo Basettoni è avvenuta nel 1939. Il personaggio è stato disegnato per la prima volta nelle strisce di Mickey Mouse Outwits the Panthom Blot (Topolino e il mistero di Macchia Nera), realizzate da Floyd Gottfredson e Merrill de Maris. Le strisce furono pubblicate dal 20 maggio di quell’anno al 9 settembre 1939 su alcuni quotidiani americani.


Le origini e l’amicizia con Topolino

L’origine del personaggio è molto probabilmente irlandese, come suggerito anche dal nome originale di Basettoni (Chief O’ Hara). In quegli anni, infatti, erano in tanti gli autori che associavano queste origini ai personaggi che svolgevano il ruolo di poliziotti. Commissario molto abile, è riuscito in molti casi a cavarsela da solo, senza l’aiuto di Topolino. Ma contro certi nemici, come appunto Macchia Nera, l’abilità e l’astuzia del topo costituiscono un grande aiuto per arrivare alla soluzione positiva del caso.
Eppure alla fine della prima storia in cui il commissario è apparso, Adamo aveva detto di sperare di non dover chiedere nuovamente la collaborazione di Topolino. Evidentemente le cose sono andate in modo diverso e l’amicizia con Topolino si è rafforzata davvero tanto, anche se il piccolo topo continua a parlargli dandogli del “voi”.
Un commissario onesto e capace di guidare una squadra composta, tra gli altri, anche dall’ispettore Manetta (che inizialmente non poneva molta fiducia nei confronti della collaborazione della polizia con Topolino) e dell’ispettore Rock Sassi. Basettoni è rappresentato quasi sempre con la divisa da poliziotto. Inoltre è apparso anche come “supereroe” in alcune storie brasiliane dedicate al Club dei supereroi.


Il commissario Basettoni contro i Bassotti

Pochi sanno che Basettoni ha collaborato spesso nella risoluzione di casi a Paperopoli. E c’è un motivo ben preciso. Negli Stati Uniti inizialmente non c’è stata una vera suddivisione tra le città di Paperopoli e di Topolinia, che rappresenta una novità italiana. Sarà a partire dagli anni ’80 che anche in America le storie recepiscono questa suddivisione.
Per questo motivo Basettoni negli anni ’70 si ritrovava, nelle storie di produzione americana, ad operare come commissario in una sorta di città immaginaria. Una città popolata a metà tra il mondo dei paperi e quello dei topi. Insomma, è curioso leggere alcune vecchie storie in cui l’onesto Adamo ha a che fare con i Bassotti che cercano di derubare Paperone oppure altre in cui Gambadilegno scappa dai poliziotti a bordo della 313 di Paperino!


L’aspetto fisico

Per molto tempo l’aspetto fisico di Basettoni non è stato associato a dei riferimenti grafici specifici, che avrebbero dovuto guidare gli autori nel disegnare questo personaggio. Spesso i fumettisti disegnavano una loro versione del commissario Basettoni, mutando il suo aspetto tra una storia e l’altra. A volte aveva i capelli bianchi. A volte erano grigi e anche le sue orecchie apparivano a volte tipicamente canine e altre volte umane. In questo senso il caso più eclatante fu quello di Pier Lorenzo De Vita, che arrivò a rappresentare Basettoni come un vero e proprio uomo.
Molti cambiamenti anche per quanto riguarda la divisa indossata da Adamo Basettoni. Essa cambiava di volta in volta in base al periodo e al Paese in cui veniva pubblicata la storia che si riferiva a lui. In generale, facendo riferimento anche al suo aspetto più definito, possiamo parlare di Basettoni come un cane antropomorfo, di corporatura robusta, con calvizie accentuata e delle lunghe basette. Proprio a queste ultime è ispirato il suo nome italiano.

Il carattere di Basettoni

Il carattere di Basettoni è di solito molto bonario. Apparentemente appare improntato ad un certo rilassamento. Ma il nostro commissario sa anche essere piuttosto combattivo, quando si tratta di entrare in azione e contrastare i pericoli. Sa essere anche molto grintoso, conosce bene il suo lavoro. Nella sua vita personale è un marito fedele e che mostra un grande affetto nei confronti della moglie Petulia. Nei confronti di quest’ultima mostra un’indole passiva, cercando di non contraddirla mai.

La moglie Petulia

Non sempre la famiglia di Basettoni è stata presa in considerazione da tutti gli autori. A volte lo avevano dato come non sposato. Per la prima volta nella storia “Topolino contro Topolino” del 1953 gli era stata attribuita una famiglia: si trattava di una moglie e di un bimbo di 5 mesi. Questi personaggi, però, non erano stati disegnati e non apparivano nella storia. Molto curioso è l’episodio del 1965 “Macchia Nera, Maga Magò e il principe Charmant”, quando Basettoni si ritrova quasi quasi a sposarsi con Maga Magò. Le nozze alla fine tuttavia non hanno luogo.
Petulia, la moglie che viene attribuita a Basettoni, è stata creata da Scarpa in collaborazione con Massimo Marconi e Giorgio Pezzin. La prima volta che viene disegnata Petulia è stata nella storia “Basettoni e la dieta da fame”, pubblicata su Topolino 2109 nel 1996.
Anche Petulia viene raffigurata come un cane antropomorfo. E’ un personaggio molto elegante. I suoi abiti caratteristici sono quelli con motivi floreali. Porta con sé di solito una borsetta. Come il marito è di corporatura robusta. Nella storia “Trudy, Petulia e la sfida all’ultimo crimine”, che è stata pubblicata su Topolino 2395, Petulia diventa amica della moglie di Gambadilegno. E’ molto curioso vedere come spesso, per motivi contrastanti, le due si ritrovino negli stessi luoghi.

Topolino e Basettoni, compagni di avventure

Se ci chiediamo come mai sia stato creato il ruolo del commissario Basettoni, scopriremo che questo personaggio è stato creato proprio per fungere da chiave nell’orientare Topolino verso una dimensione tipica da detective. Infatti spesso Basettoni riesce a risolvere i suoi casi difficili proprio con l’aiuto di Topolino. In questo senso dobbiamo ricordare in modo particolare l’azione di Romano Scarpa. Quest’ultimo ha messo spesso in relazione i due personaggi. Li ha proposti come compagni di avventure e si scambiano perfino visite di cortesia a casa.
Il pregio di Romano Scarpa è stato quello di presentarci Adamo Basettoni in tutta la sua versione quotidiana. Il tutto anche facendocelo vedere nei momenti di relax nella propria abitazione. In questo modo si conferisce un maggiore spessore psicologico al personaggio ed esso diventa più reale. Ricordiamo che è stato lo stesso Scarpa, nel 1996, a dare il nome proprio al commissario Basettoni, chiamandolo Adamo.

Fonte :https://www.topopedia.it/

QUELLO IN BASSO IN FOTO SEMBRA ESSERE L'ALBO DEL 1948 IN CUI PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA APPARE BASSETTONI.

Immaggine presa dal Web



mercoledì 28 agosto 2019

mercoledì 7 agosto 2019

Annuncio ricerca di un attore per Diabolik nel 1965

Immaggine presa dal web

Locandina apparsa nell'albo "LArtiglio del Demonio" N 9 seconda serie del 3 maggio 1965.

Si trattava di un annuncio della Italy Film per la selezione di un attore per il ruolo di Diabolik nel film che verrà prodotto da Antonio Cervi.

Ben presto però l'intenzione di affidare la parte ad un attore sconosciuto verrà abbandonata in favore di un attore di fama internazionale.

Si pensa così ad Alain Delon , ma ritenuto troppo costoso dal produttore Cervi si opta per il più economico Jean Soreil , già noto per "Vaghe stelle dell'Orsa" di Visconti.

Immaggine presa dal web

sabato 27 luglio 2019

sabato 8 giugno 2019

venerdì 22 febbraio 2019

Dal testo integrale pubblicato su "Il giornale della Numismatica":Salviamo il Collezionismo

“Salviamo il collezionismo!”

 

 

 

Una petizione promossa dalle realtà più significative del mondo della filatelia si propone di far modificare il disegno di legge 882. Ma interessa tutto il mondo del collezionismo.

Le più importanti realtà del collezionismo di francobolli hanno unito le forze per una petizione. Sono Accademia italiana di filatelia e storia postale, Associazione nazionale professionisti filatelici, Bolaffi spa, Federazione fra le società filateliche italiane, Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi” e Unione stampa filatelica italiana. Tramite la piattaforma Change.org chiedono di modificare il disegno di legge 882 che, se approvato in maniera definitiva, comporterà gravi ripercussioni non solo al mondo della filatelia, ma più in generale all’intero comparto collezionistico,  numismatica inclusa. L’invito è andare sul sito, sottoscrivere la richiesta e divulgarla il più possibile tramite socialnetwork e media.
L’iniziativa, che si intitola Salviamo il collezionismo!, preannuncia «tempi duri per i collezionisti, se il testo, già approvato dalla Camera dei deputati ed ora all’esame del Senato, venisse approvato così com’è». Denominato Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale, si pone come obiettivo bloccare i traffici di reperti archeologici e antichità. Nella stessa legge viene introdotto anche il titolo VIII-bis, Dei delitti contro il patrimonio culturale, che in diciannove articoli tratta di furto, ricettazione, riciclaggio, falsificazione in scrittura privata, violazioni in materia di alienazione, importazione ed esportazione illecite, distruzione e devastazione, traffico illecito, confisca di beni culturali.
La criticità della legge consiste però nella vaghezza di quali beni culturali siano soggetti a tali norme. Questa aleatorietà implica che quasi ogni oggetto, «dal mobiletto della nonna alle lettere dei soldati della Prima guerra mondiale, dal dipinto di un minore dell’Ottocento al diario scolastico di un ragazzo, dall’auto d’epoca alla fotografia», possa essere considerato un bene culturale. Basta che abbia almeno settant’anni per rientrare nella casistica, e ogni dodici mesi la stessa mannaia scatterebbe per una molteplicità di altre cose, magari detenute da tempo immemore in famiglia o frutto di un’appassionata raccolta», si legge nel testo della petizione.
I firmatari, pertanto, chiedono «che il Senato modifichi il testo uscito dalla Camera indicando chiaramente quali oggetti intende subordinare alla normativa, evitando interpretazioni della norma che porterebbero milioni di cittadini a correre il rischio di subire procedimenti penali, anche per oggetti di scarso valore».

sabato 25 novembre 2017

Vecchie schede telefoniche? Attenzione, possono valere 10mila euro

Non solo le monete possono nascondere valori insperati

 Non ci sono solo i centesimi di euro difettosi o le lire italiane rare a nascondere una valore che potrebbe cambiare la vita ai fortunati possessori; anche alcune vecchie schede telefoniche, di quelle che si utilizzavano al posto dei gettoni nelle cabine telefoniche degli anni ’90, possono essere preziosissime, specie se appartenenti a serie limitate.

Tra esse spiccano quelle della serie Numeri Utili, le cosiddette “Svegliette”, una serie sperimentale stampata nell’86 dalla Pikappa e venduta nei primi mesi dell’87 al salone dell’auto di Torino.
E ancora la famosa serie turistica di 5 schede realizzate dalla Technicard System all’inizio del 1989 composta da Torre di Pisa, Particolare di Michelangelo, Interno di Palazzo, Mulini a vento, Alberobello.
Spaziando dal 1976 al 2004 sono schede telefoniche di gran pregio le Sida (che si dividono in 3 gruppi: 1977-1981, 1982-1985 e 1986-1988, quelle della serie urmet bianca (1985-1986) e della serie (un po’ meno pregiata) urmet rossa (1986-1988), prodotte dalla ditta Mantegazza, la AIG numerica (2004). Tra le rarità brillano ancora la scheda Labirinto e le schede omaggio come la Beckman, le Jumbo, la Agentour Bandiera, le Cosentino, la Italpro, la serie Saage sovrastampata, la coppia 486 intel, la serie Alitalia e la serie Lufthansa.
Leggi anche:
Spiccioli d’oro: un centesimo di euro ‘difettoso’ può valerne 2.500
Monete rare: ecco le lire italiane che valgono una fortuna


https://quifinanza.it 

mercoledì 1 novembre 2017

UNA MONETA PER I 60 ANNI DELLA FIAT 500!

(di Antonio Castellani) | Basta con i programmi numismatici senza sorprese! Sembra essere questo lo spirito con cui l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha voluto inserire, senza che nemmeno un accenno fosse trapelato nei giorni precedenti, una ulteriore, originalissima moneta celebrativa tra quelle in emissione in questo 2017. Si tratta di una 5 euro in argento fior di conio creata dall’artista Claudia Momoni e dedicata alla Fiat 500, l’auto più amata dagli italiani che quest’anno festeggia i sessant’anni di vita.

La mitica Fiat 500 in un celebre manifesto pubblicitario d’epoca (source: archive)

Correva infatti l’anno 1957 quando, dagli stabilimenti di Mirafiori a Torino, usciva la prima Fiat 500 (in realtà, la Nuova Fiat 500 dato che la prima Fiat con questo nome era stata, nel 1936, l’indimenticabile Topolino). Simbolo del “Made in Italy”, la 500 uscita dalla matita di Dante Giacosa è stata l’automobile delle famiglie, del boom economico, dei primi viaggi e delle prime vacanze degli italiani, la più amata nella storia Fiat, ribattezzata con affetto “il Cinquino”.
Da allora ne ha fatta di strada, con i suoi oltre 5,2 milioni di esemplari prodotti, diventando una vera e propria icona italiana grazie all’inconfondibile design unito alla funzionalità, all’innovazione delle tecnologie e alla versatilità d’uso, tanto che ancora oggi la Fiat 500 continua a rinnovarsi e a percorrere le strade del mondo come simbolo del miglior stile italiano.
Un desgin senza tempo: dalla Fiat 500 di ieri a quella di oggi, due icone di stile in una moneta da collezione (source: IPZS)

Il Ministero dell’Economia e Finanze ha emesso la moneta giovedì 26 ottobre, con una tiratura di 4.000 pezzi per la versione fior di conio. Sul dritto è raffigurato, in prospettiva, il primo modello di Fiat 500, nato nel 1957, assieme alla versione attualmente in commercio, che richiama – attualizzandole in maniera esemplare – le soluzioni stilistiche dell’omonimo antenato; nel giro, la scritta REPUBBLICA ITALIANA.
Volante, cruscotto, vista laterale del “Cinquino” sui 5 euro appena emessi, a sorpresa, dalla Zecca italiana (source: IPZS)

Sul rovescio, invece, è raffigurata di profilo una vettura Fiat 500; nel campo di sinistra, le date 1957 e 2017, rispettivamente anno di produzione del primo modello Fiat 500 e anno di emissione della moneta e, a seguire, il valore 5 EURO; nel campo di destra, un particolare del cruscotto interno della vettura e R, identificativo della Zecca di Roma; nella parte inferiore, a sinistra, il nome dell’autore MOMONI e, al centro, lo storico marchio Fiat 500.
Una bella sorpresa per i collezionisti, questa moneta che – uscendo dal calendario delle celebrazioni “solenni” dedicate alla nostra arte e alla storia, ai personaggi illustri e alle grandi ricorrenze – esalta una icona pop del passato e del presente: una moneta fortemente “identitaria” per tutti gli italiani e che sarà sicuramente un successo. Come tutte le 5 euro commemorative tricolori, anche questa pesa 15 grammi di argento a 925 millesimi per 32 millimetri di diametro ed è commercializzata dalla Zecca al prezzo base di 40,00 euro.

Fonte http://www.ilgiornaledellanumismatica.it

martedì 12 settembre 2017

LA CONIAZIONE UFFICIALE DEL 70° ANNIVERSARIO FERRARI

Disegnata da Flavio Manzoni è coniata dalla Zecca dello Stato in oro e in tiratura limitata.
Nell'innovativo ed esclusivo cofanetto, disegnato appositamente dal Centro Stile Ferrari, ritroviamo una sottopedaliera di metallo, la stessa che viene montata sulle vetture Ferrari di produzione.


lunedì 14 agosto 2017

Tutte le monete euro ordinarie (2002-2017)

Questa immagine mostra tutte le 266 monete ordinarie emesse finora dai paesi dell’area euro.
Sono mostrate sia le variazioni dei lati comuni (avvenute nel 2007), sia quelle delle facce nazionali. Queste ultime sono state causate soprattutto dai cambi di regnanti (Monaco, 2006, Paesi Bassi 2014, Spagna 2015, Vaticano 2005-2006-2014), ma anche per una semplice volontà di cambiare i disegni (Belgio 2008, Spagna 2010, San Marino 2017 e Vaticano 2017).

fonte :http://numistoria.altervista.org


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