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martedì 25 aprile 2017

Medaglia commemorativa e francobolli ricostruzione del campanile di San Marco

Oggi 25 aprile non soltanto festa della liberazione ma è anche il giorno in cui si festeggia S. Marco. 

Per l'occasione voglio postare qualcosa che riguardi  il campanile appunto di San Marco in Venezia , crollato interamente il 14 luglio 1902.

Immaggine presa da http://www.ingenio-web.it



Non ci furono vittime e, vista la posizione della costruzione, i danni furono relativamente limitati. Venne distrutta completamente la loggetta alla base del campanile e un angolo della libreria del Sansovino. La "piera del bando", un tozzo tronco di colonna in porfido, su cui al tempo della repubblica venivano bandite le leggi, protesse dalla macerie l'angolo della basilica di San Marco, salvandola dal crollo. Nella serata il consiglio comunale, riunito d'urgenza, ne deliberò la ricostruzione stanziando 500.000 Lire per contribuire ai lavori. Il sindaco Filippo Grimani durante il discorso in occasione della posa della prima pietra, il 25 aprile 1903, pronunziò più volte la famosa frase, che diventerà il motto di questa ricostruzione:
« dov'era e com'era »
I lavori, che videro tra l'altro il rifacimento dei leoni che erano stati scalpellati durante la dominazione austriaca, durarono fino al 6 marzo 1912; le macerie risultanti dal crollo, una volta recuperate le parti riutilizzabili, furono scaricate in mare vicino a Punta Sabbioni e il nuovo campanile venne inaugurato il 25 aprile 1912, in occasione della festa di San Marco. L'inaugurazione del ricostruito campanile fu celebrata anche con un'emissione filatelica composta da due valori (5 e 15 centesimi di Lira) nella cui vignetta ai lati del Campanile campeggiano le iscrizioni: "Come era, dove era" sulla destra e le date del crollo e della fine dei lavori in numeri romani sulla sinistra. 

immaggine presa da http://www.panorama-numismatico.com


L'emissione fu venduta esclusivamente negli uffici postali del Veneto, circostanza in termini filatelici, simile a quella verificatasi nel 1910 con le emissioni che celebravano il cinquantenario del Risorgimento in Sicilia e del Plebiscito dell'Italia meridionale (prima emissione commemorativa della storia filatelica italiana), emissioni che furono vendute rispettivamente soltanto in Sicilia e soltanto nelle Province Napoletane.
Immaggine presa da http://www.ingenio-web.it


Il campanile di San Marco è uno dei simboli della città di Venezia. I veneziani lo chiamano affettuosamente El parón de caxa (Il padrone di casa).
Alto 98,6 metri è uno dei campanili più alti d'Italia. Si erge, isolato, in un angolo di piazza San Marco di fronte alla basilica. Di forma semplice, si compone di una canna di mattoni, scanalata, avente un lato di 12 metri e alta circa 50 metri, sopra la quale si trova la cella campanaria, ad archi. La cella campanaria è a sua volta sormontata da un dado, sulle cui facce sono raffigurati alternativamente due leoni andanti e le figure femminili di Venezia (la Giustizia). Il tutto è completato dalla cuspide, di forma piramidale, sulla cui sommità, montata su una piattaforma rotante per funzionare come segnavento, è posta la statua dorata dell'arcangelo Gabriele. La base della costruzione è impreziosita, dal lato rivolto verso la basilica, dalla Loggetta del Sansovino.
La costruzione, che ebbe in origine funzione di torre di avvistamento e di faro[senza fonte], iniziò nel IX secolo durante il dogado di Pietro Tribuno su fondazioni di origine romana. La costruzione venne rimaneggiata nel XII secolo, durante il dogado di Domenico Morosini, su imitazione dei campanili di Aquileia e soprattutto di San Mercuriale a Forlì [1], e ancora nel secolo XIV.
Alla semplice cerimonia, consistita nella rimozione delle reti che delimitavano il cantiere, hanno partecipato, con Giorgio Orsoni, nella doppia veste di Primo procuratore di San Marco e di sindaco di Venezia, tra gli altri, il presidente del Magistrato alle Acque, Ciriaco D'Alessio, la Soprintendente per i Beni Architettonici di Venezia, Renata Codello, il Proto di San Marco, Ettore Vio, il dirigente della Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto, Alessandro Asta, il progettista dei lavori, Giorgio Macchi.
Il Prof. Ing. Giorgio Macchi opera dal 1958 nel campo della progettazione strutturale, in particolare di ponti e viadotti, per i quali ha elaborato e sviluppato anche tecniche innovative. Professore Emerito di Tecnica delle Costruzioni alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pavia, egli è stato Direttore dell’Istituto di Scienza delle Costruzioni dell’Università di Architettura di Venezia fino al 1973, poi Direttore dell’Istituto di Scienza e Tecnica delle Costruzioni dell’Università di Pavia, Preside della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pavia.
Dal 1980 la sua attività scientifica e professionale è particolarmente orientata ai pressanti problemi della stabilità strutturale dei Monumenti storici. Presidente della Commissione Ministeriale per le Torri Medioevali e il Duomo di Pavia, Membro del Comitato Internazionale per la salvaguadia della Torre di Pisa, membro del Comitato scientifico del Centro di Leuven per la Conservazione, ha sviluppato studi e progetti per la Torre di Pisa, la Basilica di San Pietro a Roma, il Duomo di Pavia, la Cappella della Sindone a Torino, il Campanile di San Marco a Venezia, il Ponte dei Tre Archi a Venezia, il Cenacolo Vinciano, la Cattedrale di Tournai in Belgio, la Cattedrale di Città del Messico, i Minareti di Jam ed Herat. Tale attività gli ha procurato una specifica notorietà e competenza nel consolidamento e nella pratica della conservazione di monumenti storici, ed un’autorevole posizione riguardo ai massimi specialisti internazionali del restauro. Membro dell’ICOMOS, ha operato alla redazione delle Raccomandazioni ICOMOS (ISCARSAH) per il consolidamento dei monumenti.
Esperto dell’UNESCO per il Ponte di Mostar, è Consigliere del Direttore dell’UNESCO per i Minareti dell’Afghanistan.
Attulamente membro del Comitato Tecnico Scientifico per la METROC di Roma.
Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica per i benemeriti della Cultura, della Scienza e dell’Arte, Medaglia d’oro per la salvaguardia della Torre di Pisa, Socio Nazionale dell’Accademia delle Scienze di Torino, Premio Cultura Politecnica nel Mondo del Politecnico di Torino.

Fonte :http://www.ingenio-web.it


  Per l’inaugurazione del campanile la ditta Johnson di Milano venne incaricata, dalla Giunta del Comune di Venezia, di coniare una medaglia ufficiale in tre moduli: uno grande di 70 mm di diametro, uno medio di 52 mm e uno piccolo di 43. Le medaglie mostrano al dritto il campanile che si erge sulle cupole della Basilica di San Marco tra la scritta COME ERA DOVE ERA, alla base il leone veneziano, attorno la scritta XXV aprile MCMXII il voto è compiuto.

Medaglia 1902 in bronzo (30,45 g) per la ricostruzione del campanile di Piazza San Marco, Venezia


 Fonte: http://www.panorama-numismatico.com

domenica 23 aprile 2017

LA PIU' BELLA BANCONOTA TEDESCA

Fonte immaggine :http://www.mynumi.net

Quella qui esposta è considerata ancora oggi la più bella banconota tedesca. Rappresenta le allegorie della navigazione e dell'agricoltura .L 'esemplare, da 1000 marchi,venne emesso in Germania nei primi anni del 900 e per evitare falsificazioni, venne stampata su una particolare carta brevettata negli Stati Uniti.

venerdì 14 aprile 2017

Medaglia Pacis Nvntivs


La medaglia straordinaria , fu probabilmente realizzata nel 1963 per celebrare e ricordare il 1900° Anniversario del martirio dei SS. Apostoli Pietro e Paolo.

giovedì 6 aprile 2017

Collezionismo postale: Il Cavallino di Sardegna



Il foglio di carta postale bollata recante l’impronta del genietto a cavallo impressa in azzurro (1819) o a rilievo (1820) in uso fino al maggio 1836 per l’invio di corrispondenze in corso particolare, “per pedoni e altre occasioni”, ovvero fuori dei canali postali, per cui occorreva però pagare un diritto postale di privativa.

 I primi interi postali prepagati sono una creazione tutta italiana, e anticipanodi oltre ventanni il Penny Black. Nati con un decreto emanato da Vittorio emanuele I nel 1818 , sono definiti "cavallini" per via del timbro raffigurante un genietto a cavallo.

Fontehttp://www.accademiadiposta.it/it

  Il francobollo italiano per pacchi postali da 1000 lire del 1954 (e anche quello da 2000 lire) recanti lo stesso genietto a cavallo sulla sezione di sinistra.