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lunedì 23 dicembre 2019

Una moneta falsa mi ha fatto diventare collezionista.

5 lire 1914 "Quadriga Briosa " Regno Vittorio Emanuele III.

Posseggo questa moneta da oltre 40 anni ,trovata da ragazzino tra le cianfrusaglie del nonno. l'ho sempre custodita con attenzione ,pensando di avere tra le mani un pezzo di storia.
Passano gli anni e le monete mi affascinano sempre di più. Ne raccolgo di tutti i tipi,di tutto il mondo, faccio perfino le raccolta settimanali della Fabbri con monete di tutto il mondo ,ma quelle che mi piacciono e mi appassionano di più sono quelle del Regno di Vittorio Eman. III  e Repubblica. Ho sempre come riferimento di bellezza questa moneta da 5 Lire del 1914 , bella ,grande e importante .


Passano ancora gli anni e mi trasferisco a Milano per lavoro (per poter lavorare) e dopo qualche tempo porto su anche le mie amate monete. Intanto continuo la mia collezione , ne compro e ne accumulo ancora. Arriva internet che ci porta il mondo in casa , puoi leggere, acquistare,documentarti, e perfino chiedere se una moneta è autentica oppure no. Così un giorno,chissa perchè poi, forse perchè nel frattempo avevo scoperto che aveva un certo valore , mi son deciso a chiedere anche io una consulenza on line. L'esito o verdetto che ricevetti fu un'autentica frustata. Una vera e propria bastonata. La moneta che da vari anni custodivo e conservavo con cura, che ammiravo e rimiravo ,che paragonavo con le altre, e con lei da queste sfide ne veniva fuori sempre vinncente, è falsa.
Ricordo che quasi litigai con gli esperti del foro di lamoneta.it , non riuscendo a capire come mai ostentavano tanta sicurezza guardando una semplice foto. Andai perfino in centro a Milano per farla esaminare , e i periti con um minimo di esame , quasi senza impegno confermarono il verdetto . Falsa.Irrimediabilmente falsa.
Chiaro che alla lunga me ne feci una ragione e quasi per rivalsa acquistai una moneta del regno rara ,non come questa ma importante anche lei. Questa 5 lire 1914 la conservo ancora ,ma non come uno scarto o semplice tappabuchi. La custodisco come Capostipite, come fonte di origine, come madre di tutte le mie monete e come compagna di viaggio nel mondo della numismatica ,visto che lei mi accompagna dall'inizio in questo mio cammino.

domenica 10 novembre 2019

COMMISSARIO BASETTONI

Immaggine presa dal Web
Il commissario Basettoni è un grande amico di Topolino. I due si ritrovano spesso ad effettuare indagini su casi misteriosi e a sgominare bande di criminali a Topolinia. La prima apparizione di Adamo Basettoni è avvenuta nel 1939. Il personaggio è stato disegnato per la prima volta nelle strisce di Mickey Mouse Outwits the Panthom Blot (Topolino e il mistero di Macchia Nera), realizzate da Floyd Gottfredson e Merrill de Maris. Le strisce furono pubblicate dal 20 maggio di quell’anno al 9 settembre 1939 su alcuni quotidiani americani.


Le origini e l’amicizia con Topolino

L’origine del personaggio è molto probabilmente irlandese, come suggerito anche dal nome originale di Basettoni (Chief O’ Hara). In quegli anni, infatti, erano in tanti gli autori che associavano queste origini ai personaggi che svolgevano il ruolo di poliziotti. Commissario molto abile, è riuscito in molti casi a cavarsela da solo, senza l’aiuto di Topolino. Ma contro certi nemici, come appunto Macchia Nera, l’abilità e l’astuzia del topo costituiscono un grande aiuto per arrivare alla soluzione positiva del caso.
Eppure alla fine della prima storia in cui il commissario è apparso, Adamo aveva detto di sperare di non dover chiedere nuovamente la collaborazione di Topolino. Evidentemente le cose sono andate in modo diverso e l’amicizia con Topolino si è rafforzata davvero tanto, anche se il piccolo topo continua a parlargli dandogli del “voi”.
Un commissario onesto e capace di guidare una squadra composta, tra gli altri, anche dall’ispettore Manetta (che inizialmente non poneva molta fiducia nei confronti della collaborazione della polizia con Topolino) e dell’ispettore Rock Sassi. Basettoni è rappresentato quasi sempre con la divisa da poliziotto. Inoltre è apparso anche come “supereroe” in alcune storie brasiliane dedicate al Club dei supereroi.


Il commissario Basettoni contro i Bassotti

Pochi sanno che Basettoni ha collaborato spesso nella risoluzione di casi a Paperopoli. E c’è un motivo ben preciso. Negli Stati Uniti inizialmente non c’è stata una vera suddivisione tra le città di Paperopoli e di Topolinia, che rappresenta una novità italiana. Sarà a partire dagli anni ’80 che anche in America le storie recepiscono questa suddivisione.
Per questo motivo Basettoni negli anni ’70 si ritrovava, nelle storie di produzione americana, ad operare come commissario in una sorta di città immaginaria. Una città popolata a metà tra il mondo dei paperi e quello dei topi. Insomma, è curioso leggere alcune vecchie storie in cui l’onesto Adamo ha a che fare con i Bassotti che cercano di derubare Paperone oppure altre in cui Gambadilegno scappa dai poliziotti a bordo della 313 di Paperino!


L’aspetto fisico

Per molto tempo l’aspetto fisico di Basettoni non è stato associato a dei riferimenti grafici specifici, che avrebbero dovuto guidare gli autori nel disegnare questo personaggio. Spesso i fumettisti disegnavano una loro versione del commissario Basettoni, mutando il suo aspetto tra una storia e l’altra. A volte aveva i capelli bianchi. A volte erano grigi e anche le sue orecchie apparivano a volte tipicamente canine e altre volte umane. In questo senso il caso più eclatante fu quello di Pier Lorenzo De Vita, che arrivò a rappresentare Basettoni come un vero e proprio uomo.
Molti cambiamenti anche per quanto riguarda la divisa indossata da Adamo Basettoni. Essa cambiava di volta in volta in base al periodo e al Paese in cui veniva pubblicata la storia che si riferiva a lui. In generale, facendo riferimento anche al suo aspetto più definito, possiamo parlare di Basettoni come un cane antropomorfo, di corporatura robusta, con calvizie accentuata e delle lunghe basette. Proprio a queste ultime è ispirato il suo nome italiano.

Il carattere di Basettoni

Il carattere di Basettoni è di solito molto bonario. Apparentemente appare improntato ad un certo rilassamento. Ma il nostro commissario sa anche essere piuttosto combattivo, quando si tratta di entrare in azione e contrastare i pericoli. Sa essere anche molto grintoso, conosce bene il suo lavoro. Nella sua vita personale è un marito fedele e che mostra un grande affetto nei confronti della moglie Petulia. Nei confronti di quest’ultima mostra un’indole passiva, cercando di non contraddirla mai.

La moglie Petulia

Non sempre la famiglia di Basettoni è stata presa in considerazione da tutti gli autori. A volte lo avevano dato come non sposato. Per la prima volta nella storia “Topolino contro Topolino” del 1953 gli era stata attribuita una famiglia: si trattava di una moglie e di un bimbo di 5 mesi. Questi personaggi, però, non erano stati disegnati e non apparivano nella storia. Molto curioso è l’episodio del 1965 “Macchia Nera, Maga Magò e il principe Charmant”, quando Basettoni si ritrova quasi quasi a sposarsi con Maga Magò. Le nozze alla fine tuttavia non hanno luogo.
Petulia, la moglie che viene attribuita a Basettoni, è stata creata da Scarpa in collaborazione con Massimo Marconi e Giorgio Pezzin. La prima volta che viene disegnata Petulia è stata nella storia “Basettoni e la dieta da fame”, pubblicata su Topolino 2109 nel 1996.
Anche Petulia viene raffigurata come un cane antropomorfo. E’ un personaggio molto elegante. I suoi abiti caratteristici sono quelli con motivi floreali. Porta con sé di solito una borsetta. Come il marito è di corporatura robusta. Nella storia “Trudy, Petulia e la sfida all’ultimo crimine”, che è stata pubblicata su Topolino 2395, Petulia diventa amica della moglie di Gambadilegno. E’ molto curioso vedere come spesso, per motivi contrastanti, le due si ritrovino negli stessi luoghi.

Topolino e Basettoni, compagni di avventure

Se ci chiediamo come mai sia stato creato il ruolo del commissario Basettoni, scopriremo che questo personaggio è stato creato proprio per fungere da chiave nell’orientare Topolino verso una dimensione tipica da detective. Infatti spesso Basettoni riesce a risolvere i suoi casi difficili proprio con l’aiuto di Topolino. In questo senso dobbiamo ricordare in modo particolare l’azione di Romano Scarpa. Quest’ultimo ha messo spesso in relazione i due personaggi. Li ha proposti come compagni di avventure e si scambiano perfino visite di cortesia a casa.
Il pregio di Romano Scarpa è stato quello di presentarci Adamo Basettoni in tutta la sua versione quotidiana. Il tutto anche facendocelo vedere nei momenti di relax nella propria abitazione. In questo modo si conferisce un maggiore spessore psicologico al personaggio ed esso diventa più reale. Ricordiamo che è stato lo stesso Scarpa, nel 1996, a dare il nome proprio al commissario Basettoni, chiamandolo Adamo.

Fonte :https://www.topopedia.it/

QUELLO IN BASSO IN FOTO SEMBRA ESSERE L'ALBO DEL 1948 IN CUI PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA APPARE BASSETTONI.

Immaggine presa dal Web



lunedì 4 novembre 2019

Cartolina con Lancia Delta

Cartolina non viaggiata -Lancia Delta in Piazza S.Marco

 

 



mercoledì 30 ottobre 2019

Si contiunano a festeggiare gli 85 anni di Paperino: Ecco l'album Panini.

Arriva con il n: 3336 di Topolino anche l'album dedicato a Paperino e ai suoi 85 anni. 


L'album è molto bello con una pregevole copertina con disegni in rilievo. Delude la qualità delle figurine,almeno a giudicare da quelle in omaggio con l'album stesso. Va detto però che da quando la Panini ha preso in mano Topolino &company il merchandising sembra la parola d'ordine.



domenica 27 ottobre 2019

Servizio fotografico ad una vecchia Balilla Fiat.

A volte andando in giro ci si imbatte in piacevolissime ed inaspettate sorprese.


Magari non funziona più il motore,ma rimane stupenda.

sabato 26 ottobre 2019

Germania 2 euro 2019 - "30° anniv. Caduta muro di Berlino”

Resto fortunato dato a mio figlio in Germania in FdC.


Al centro della moneta mani alzate in segno di giubilo e colombe in volo passano dal varco finalmente aperto tra Berlino Ovest e Berlino Est; su uno dei lati del muro la scritta che ricorda l’evento "30 Jahre Mauerfall"; in alto una piccola Porta di Brandeburgo stilizzata; in basso il millesimo di conio e il segno “D”, che identifica la Germania. Sul bordo esterno 12 stelle a cinque punte rappresentanti l'Unione Europea. Autore: Joaquin Jimenez.

domenica 20 ottobre 2019

Majorca: scoperta un’antichissima spada risalente all’Età del Bronzo, circa

Straordinaria scoperta, nell’isola spagnola di Majorca, da parte di un gruppo di archeologi che, per caso, notano tra le rocce, un’antichissima spada risalente all’Età del Bronzo, circa 3.200 anni fa.

Foto presa dal web


Accanto ad un megalite sito nell’area archeologica, detto anche “talaiot”, è stato rinvenuto questo prezioso manufatto molto ben conservato, appartenente alla poco nota civiltà “Talaiotica”, risiedente nelle Isole Baleari dal 1.300 a.C., fino a circa il I secolo a.C.


La sorpresa che ha colto il team che scavava nell’isola è stata grande, perché il sito archeologico era stato saccheggiato nell’antichità ed era già stato scavato più volte nel corso degli anni passati, quindi si pensava che nulla fosse rimasto.
La spada, probabilmente, è stata lasciata in quel luogo deliberatamente, forse come offerta di una famiglia nobile; questa interpretazione assegnerebbe alle strutture megalitiche un ruolo religioso e cultuale e non difensive, come qualcuno sostiene.
L’importante ritrovamento risulta quindi utilissimo per approfondire lo studio e la conoscenza della civiltà Talaiotica, la cui esistenza è testimoniata da decine di siti presenti nelle Baleari.
La spada sarà presto trasferita e conservata nel Museo di Maiorca.


Zio Paperone n12 con numero uno .

E potevo farmela mancare ?


domenica 29 settembre 2019

Una Domenica mattina al Bonelli point di Milano

Bella Domenica mattina  con mio fratello al Bonelli point di Milano , guadagnandoci anche  splendidi gadget come i due portachiavi di Tex e Zagor.








venerdì 27 settembre 2019

Diabolik: Il re del terrore di Clerville!: A novembre 2019 arriva il Diaboliko Calendario!









Diabolik: Il re del terrore di Clerville!: A novembre 2019 arriva il Diaboliko Calendario!: L'albo inedito di novembre , L'ora fatale, recherà un dono per tutti i fan di Diabolik, il Diaboliko Calendario! Il costo totale s...

Italia divisionale Euro 2003

Quasi tutti i paesi che hanno adottato l'euro come moneta, oltre ai classici valori nominali, hanno coniato anche monete commemorative da collezionismo con valore nominale di 5€. L'Italia ha iniziato a coniare monete in argento da 5€ nel 2003. ... 50 anni di trasmissioni televisive (tiratura 40.000 - con serie divisionale) ... 

Diciamo che allora nell'acquisto sono stato anche fortunato,perchè è in questa serie che si trova quella che forse è la moneta italiana al momento più rara : Quella da cinque centesimi proprio di quell'anno.


domenica 8 settembre 2019

Francia 2 Euro commemorativa 70° anniversario sbarco in Normandia


2 Euro francese coniato nel 2014 per la commemorazione del 70 anniversario dello sbarco alleato in Normandia.

In mezzo la scritta D-Day in modo da raffigurare un carro armato sul cui cannone sono riportate le date 1944-2014.

Le tipiche impronte degli scarponi indossati dagli eserciti americano,britannico e canadese scompaiono cancellate da un'onda costituita da versi di Verlaine.

mercoledì 28 agosto 2019

venerdì 16 agosto 2019

Lira dell'Africa Orientale Italiana

 Storia della Lira in Africa orientale italiana

Da "Wikipedia" enciclopedia libera

Il regio decreto legge 2 luglio 1936, n. 1371, poi convertito nella legge 11 gennaio 1937, n. 260, aveva introdotto la lira italiana come unica valuta avente corso legale in Etiopia, contestualmente mettendo fine al regime derogatorio vigente in Eritrea[2][3]. Il periodo di transizione fu stabilito per le banconote in tre mesi, dal 15 luglio al 15 ottobre 1936, e in un solo mese per le monete, da convertirsi entro il 15 agosto.
Il problema concreto nasceva però dal particolare sistema monetario etiope che si basava su un'antica moneta d'argento, il tallero di Maria Teresa che, grazie al suo valore intrinseco in valuta pregiata , era perfettamente mantenuta circolante ed accettata nel paese, tanto che anche le banconote e le monete ne erano in realtà un controvalore derivato in corso forzoso. Se il cambio della cartamoneta e delle monetine avvenne nei tempi previsti e nel tasso obbligatorio di un tallero per tre lire, i fascisti non poterono fare altrettanto con i talleri argentei, pena la tesaurizzazione degli stessi.
Il tasso di cambio imposto dall'Italia era oggettivamente sproporzionato e attinente a considerazioni politiche e belliche, e per nulla economiche, su un paese conquistato. Nel 1936 la zecca di Roma coniò una moneta argentea da 5 lire del peso di 5 grammi[4], mentre il tallero teresiano pesava 28 grammi[5]: ciò comportava un rapporto intrinseco di mercato di 28 a 5, del tutto estraneo a quanto stabilito per legge.
Il governo italiano tentò quindi di sbloccare lo stallo mediante l'emissione di una cartamoneta a tassi più realistici, ma con caratteristiche tecniche tali da impedirne la circolazione nella madrepatria, onde non generare inflazione o fenomeni di speculazione. Le prime banconote furono stampate dal 12 settembre 1938 ad un cambio di 4 lire e mezza per un tallero, ma non sortirono l'effetto sperato, e il 13 gennaio 1939 venne emessa una nuova produzione a 5 lire per un tallero[6]. Con lo scoppio della guerra e la temporanea occupazione della Somalia britannica tra il 1940 e il 1941, anche qui si tentò di introdurre la lira seppur in coabitazione con lo scellino, offrendo un cambio fra il tallero e le banconote AOI portato a 13 lire e mezza.
L'occupazione inglese dell'Africa Orientale Italiana comportò un'ampia diffusione dello scellino dell'Africa Orientale in tutto il territorio, dato che i pesanti segnali inflativi che si prospettavano sulla lira spingevano gli stessi abitati a coprirsi finanziariamente dotandosi di una valuta più stabile, tanto che il cambio pari a 24 lire dell'Africa Orientale Italiana imposto dal Comando militare britannico di Mogadiscio del generale Cunningham, emessa il 2 marzo 1941, divenne in poco tempo quasi vantaggioso. L'ordinanza militare poneva inoltre in vigore svariate valute del composito Impero britannico, dalla sterlina egiziana alla rupia indiana, oltre alla nuova liberalizzazione del tallero di Maria Teresa con un tasso di cambio che, significativamente, era stabilito in 45 lire per un tallero. La lira italiana rimaneva comunque valida per il commercio al dettaglio, ma le speciali banconote AOI, divenute un simbolo truffaldino, furono subito poste fuori corso. In ogni caso, nel giro di pochissimi anni fu la stessa popolazione locale a premunirsi di disfarsi delle svalutate lire, e fu dallo scellino britannico che il restaurato governo etiope creò nell'immediato dopoguerra il nuovo tallero etiope.
La fine delle banconote AOI non ebbe però luogo in Africa bensì proprio in Italia perché nel 1942 il Ministero del Tesoro, rimasto a corto di valuta circolante a causa della sempre più difficilmente arginabile inflazione, autorizzò l'emissione nel territorio metropolitano degli stock di banconote già prodotte l'anno prima ma mai portate in un'Africa ormai persa. Una quantità imprecisata di banconote fu poi inoltre riportata in Italia nel 1943, al fine di disfarsene, proprio dalle truppe inglesi che stavano man mano occupando il paese insieme agli statunitensi. Anche questa cartamoneta contribuì ovviamente alla devastante inflazione che martoriò la lira negli anni successivi.





Statibandiera Africa Orientale Italiana
Italia Italia(1942-1943)
Banconote50, 100, 500, 1000 Lire
Entità emittenteBanca d'Italia
Periodo di circolazione12 settembre 1938 - 30 novembre 1941[1]
Sostituita daScellino dal 27 novembre 1941
Tasso di cambio1 Tallero d'Eritrea = 5 Lire (13 gennaio 1939)  
AOI (banconota).jpg

Tagli

 

Nel 1938 furono stampate banconote col valore di 50, 100, 500 e 1000 lire: i disegni erano gli stessi delle banconote italiane, con la differenza che vi era stampata la scritta "Serie Speciale Africa Orientale Italiana".
Come residuo dell'uso della lira italo-africana, fino alla fine degli anni sessanta in Somalia veniva usata l'espressione lix lira (cioè, "sei lire") per indicare i venticinque centesimi di scellino somalo.

Fonte :https://it.wikipedia.org/


ONE DOLLAR PRINCESS DIANA OF WALES ,COOK ISLANDS 1997 .


UNO DEI PEZZI FORTI DELLA MIA COLLEZIONE .