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sabato 10 dicembre 2016

Storia e caratteristiche della sterlina d’oro

Il 22 giugno 1816, durante il regno di re Giorgio III, il parlamento inglese decise l’abbandono dell’argento come base del sistema monetario a favore del gold standard. Nel 1817 la guinea d’oro da 21 scellini venne sostituita da una nuova sovrana del valore di 20 scellini. Sulle monete apparve per la prima volta l’immagine di San Giorgio nell’atto di uccidere il drago, realizzata dall’incisore italiano Benedetto Pistrucci.
La stabilità di questo sistema monetario fu una delle chiavi del successo commerciale britannico del XIX secolo. Nel 1919, dopo la Prima Guerra Mondiale, il gold standard venne abbandonato, per poi essere reintrodotto nel 1926 e per arrivare all’abbandono definitivo della convertibilità delle monete in oro che si ebbe il 21 settembre 1931 (l’ultimo anno di coniazione fu nella zecca sudafricana di Pretoria nel 1932). Si ricominciò a battere moneta per circolazione dal 1957 al 1982, ma piu che altro circolò tra collezionisti ed investitori. Poi negli anni tra il 1983 e il 1999 furono coniate solo monete fondo specchio (proof), mentre dal 2000, oltre alle proof, furono emesse monete brillanti (BU).

La sterlina (o sovrana) d’oro era composta da oro 916,66 ‰ (22 carati) ed aveva un diametro di 22 millimetri; queste caratteristiche sono in vigore ancora oggi.
Il peso ufficiale è di 7,98805 grammi, quindi il contenuto di fino è di 7,322325913 grammi; queste monete, quando circolavano, perdevano il loro valore legale quando il loro peso scendeva al di sotto di 7,93787 grammi, dunque il margine di tolleranza era di 0,05018 grammi.
Nel 1868 la Società Statistica di Londra stimò che ogni anno di circolazione facesse perdere alla sterlina 0,00276 grammi: ne consegue che ogni moneta poteva circolare per un massimo di 18 anni prima di perdere il suo valore legale. Altre fonti indicavano, prudenzialmente, un periodo massimo di 15 anni.
Quanto detto implica che le monete usurate o rovinate venivano ritirate e il loro oro era utilizzato per produrre nuove sterline. Quindi, anche se la tiratura complessiva delle sterline prodotte dal 1816 ad oggi risulta essere maggiore al miliardo di pezzi, ciò non significa che sono state utilizzate 8.000 tonnellate d’oro.
Anche i conii usati per produrre le sterline si usuravano e, nel XIX secolo, quando l’usura non permetteva una produzione di qualità elevata, i conii usurati venivano usati per produrre i farthings in rame (monete dal valore di 1/4 di penny).


Per conoscere il valore delle sterline
di borsa (le più comuni) clicca qui
 fonte :http://numistoria.altervista.org/blog

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