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giovedì 20 giugno 2019

sabato 8 giugno 2019

Diabolik Blog: Diabolik: la cover del volumetto speciale agostano...

Diabolik Blog: Diabolik: la cover del volumetto speciale agostano...: Questa è la cover del volumetto speciale a sfondo ironico dal titolo Diabolik Sottosopra  che sarà venduto insieme all'inedito di agos...

Grazie ad una talpa dalla terra affiorano 4000 monete romane



Più di 4000 monete d’epoca romana sono state trovate a Ueken, nel cantone svizzero dell’Argovia. Decisamente curioso il modo in cui i preziosi reperti sono venuti alla luce. A portare allo scoperto il bottino è stata infatti una talpa mentre scavava i cunicoli collegati alla sua tana. Ad accorgersene è stato Alfred Loosli, coltivatore di alberi da frutta, in un giro di perlustrazione del suo terreno.

Immaggine presa dal web


Il ritrovamento delle monete nella tana

Loosli mentre osservava l’interno della tana ha scorto dei piccoli dischi di metallo ossidati, notando poi che vi erano sopra dei rilievi. Osservando meglio quelli che sembravano essere solo dei dischetti di metallo, l’uomo ha infatti notato che vi erano delle teste e delle iscrizioni in rilievo.
Rendendosi conto che poteva trattarsi di qualcosa di molto più prezioso di semplice metallo vecchio, il figlio del signor Loosli, ha deciso di chiamare il servizio archeologico cantonale dell’Argovia, sapendo che li vicino si trovava l’antico insediamento di Vindonissa.
Vindonissa era un campo legionario romano, nei pressi della moderna Windisch, in Svizzera. Un campo di grande importanza strategica per la sua posizione alla confluenza del Reuss e dell’Aar, a soli 15 km dal Reno.
Sul luogo sono quinti giunti due esperti del servizio archeologico cantonale, che hanno lavorati per giorni, recuperando in un’area di pochi metri quadrati, circa 4166 monete, per un peso complessivo di 15 chili. Successivamente i reperti sono stati portati in laboratorio per la pulizia, l’analisi e la catalogazione.


Dopo l’analisi e la pulizia, saranno esposte al museo di Brugg

L’archeologo cantonale dell’Argovia, Georg Matter, ha affermato che si tratta di monete di epoca romana in lega di rame e argento e sono molto ben conservate. Per questo si ritiene che siano state seppellite poco dopo la realizzazione.
Le monete sono state coniate nel periodo tra il 270 ed il 305 d. C., alcune sono addirittura del tutto sconosciute. Alcune monete sono state rinvenute racchiuse in sacchetti di tela o di pelle. Si stima che il loro valore corrisponda al salario maturato in uno o due anni di lavoro.
Il 300 d. C. fu un periodo di instabilità e declino, altri gruzzoli sono stati trovati nascosti sotto terra, sotterrati per nasconderli ai saccheggiatori. Anche questo piccolo tesoro potrebbe quindi essere stato sepolto dal suo proprietario per metterle al sicuro.
Una volta che le analisi e la catalogazione saranno terminate, le monete verranno esposte al Museo Vindonissa di Brugg, dedicato appunto all’omonimo campo legionario.

Fonte:https://focustech.it

venerdì 17 maggio 2019

sabato 11 maggio 2019

I bei giochi di un tempo .

Questo era all'interno del "Corriere dei Piccoli".

Parte esterna del gioco

Interno più personaggi
con tanto di istruzioni.




Foto dalla collezione privata di Maurizio Tancredi Spinozzi che ringrazio tantissimo.

domenica 5 maggio 2019

Il Mondo in un Uovo di Struzzo

Vanilla Magazine continua a confermarsi una fonte inesauribile di argomenti preziosi per chi,come me, ama le notizie un pò strane e/o curiose che riguardano la nostra storia.

Eccone ancora una .

La Mappa su un Uovo di Struzzo è la più Antica rappresentazione del Nuovo Mondo

 

Il globo è stato esaminato da più di 100 esperti. I risultati hanno rivelato che la Mappa sull’uovo è autentica, e potrebbe risalire 1504: più antica quindi del globo in rame di Hunt-Lenox, finora ritenuto la più antica rappresentazione del Nuovo Mondo, risalente al 1510. L’uovo è peraltro di poco successivo al globo terrestre “Erdapfel”, considerato il mappamondo più antico della storia.

Il globo di Hunt-Lenox


Confrontando i due globi, gli esperti hanno riscontrato dettagli identici (le descrizioni, il testo, le illustrazioni e gli errori di ortografia sono uguali), arrivando alla conclusione che la mappa sull’uovo di struzzo fu usata come modello per le riproduzioni successive.
Secondo gli esperti, chi realizzò questa mappa aveva sicuramente modo di conoscere le informazioni riportate dagli esploratori di tutti i paesi europei, al ritorno dai loro viaggi avventurosi in mondi sconosciuti. Negli anni in cui fu realizzata la mappa, molti navigatori erano appena tornati dalle loro esplorazioni, che cambiarono radicalmente la percezione del del nostro pianeta. Le due piccole isole scoperte da Cristoforo Colombo si trovano al posto di quello che per noi oggi è il Nord America. Altri dettagli riflettono le conoscenze acquisite da esploratori come Marco Polo, Gaspar Corte-Reals, Pedro Cabral e Amerigo Vespucci, che coniò il nome Nuovo Mondo, “MVNDVS NOVVS”, come è scritto sul globo nell’uovo.


Al di là della rappresentazione cartografica, la mappa sorprende per le incisioni legate alla fantasia e all’estro di chi l’ha creata: l’Oceano Indiano è solcato da una sola nave, apparentemente in balia delle onde, senza nessuna indicazione sulla sua provenienza o destinazione. La mappa sull’uovo di struzzo è anche uno dei due soli globi dove è riportata la frase “HC SVNT DRACONES” (qui sono i draghi), che appare sopra la costa dell’Asia sudorientale.
La rappresentazione del Nuovo Mondo è estremamente approssimativa: non esiste un Nord America, solo due isole, chiamate ISABEL (Cuba) e SPAGNOLLA (Hispaniola). Il Sud America è chiamato TERRA DE BRAZIL (Brasile), MVNDVS NOVVS (Nuovo Mondo) e TERRA SANCTAE CRVSIS (Terra della Santa Croce).


 A parte la sua età e le sue caratteristiche, il globo è una rarità anche per il materiale su cui è stato realizzato: le vecchie mappe erano comunemente disegnate su pergamena (di vitello), su legno o altri materiali deperibili; le uova di struzzo erano veramente inconsuete. Nell’Italia del XVI secolo però, possedere degli struzzi era un vezzo delle classi nobili, un simbolo di ricchezza e aristocrazia: la mappa potrebbe quindi essere stata commissionata da una altolocata famiglia italiana, ma si tratta solo di un’ipotesi. La sua provenienza, e l’artista che la realizzò, rimangono per ora un mistero.


Fonte:https://www.vanillamagazine.it

 

domenica 14 aprile 2019

Abbatte un muro per ristrutturare casa e scopre una città sotterranea di 3500 anni




Ogni giorno nel mondo avvengono delle scoperte archeologiche di maggiore o minore importanza: la storia dell'umanità sembra essere piena di misteri ancora da svelare.
Non sappiamo ad esempio la posizione di varie città e insediamenti antichi. E non si tratta solo di luoghi leggendari di fantasia, come Atlantide o El Dorado, ma di popolazioni che sappiamo essere esistite, solo che non abbiamo ancora scoperto dove risiedevano esattamente.
La storia che vi racconteremo appartiene alla seconda categoria ed è la storia della città di Derinkuyu, scavata nel terreno e nascosta agli occhi dell'umanità per migliaia di anni: ecco la sua scoperta accidentale da parte di un uomo comune.

La storia inizia nel 1963, quando un uomo della provincia di Nevsehir, in Turchia, si prepara ad abbattere i muri della sua casa per ristrutturarla. Dietro il muro l'uomo trovò una sorta di stanza nascosta con un corridoio. Percorrendolo, esso portava direttamente ad altre stanze, collegate da più gallerie. L'uomo non poteva credere ai suoi occhi: aveva scoperto una città sotterranea!

Era Derinkuyu, una delle cosiddette città sotterranee della Cappadocia.

La più antica fonte scritta riguardante le città sotterranee è Senofonte. Nella sua Anabasi, egli scrive che la gente che viveva in Anatolia aveva scavato città sotterranee per viverci con le famiglie, i propri animali domestici e il cibo necessario alla sopravvivenza.


La città si estende per una profondità di 85 metri ed è distribuita su 11 livelli. Si ritiene che possano averci vissuto tra le 3000 e le 5000 persone.
 
Le grotte sono un predecessore delle case moderne ed erano dotate di divani scavati nella roccia, pozzi con acqua potabile e quella che sembra essere una scuola o una chiesa.
 
Le piccole stanze fungevano da rifugio quando le condizioni meteorologiche nella zona erano particolarmente sfavorevoli. Servivano inoltre come nascondiglio per sfuggire da attacchi nemici.

La città dispone di 600 porte nascoste tra i vari cortili, che danno accesso verso l'esterno.


Attualmente il sito è accessibile ai turisti, ma purtroppo solo una parte della città è visitabile, principalmente per questioni di manutenzione e sicurezza.


Gli archeologi ritengono che le città scavate nella regione della Cappadocia siano centinaia, ma finora ne sono state scoperte solo sei.

immagine: Sarah Eriksen
 
Non si sa con certezza quale delle civiltà antiche abbia costruito la città. Essa è stata sicuramente occupata da varie culture nel corso della storia. E, poichè è stata scavata nella roccia, è difficile datarla con esattezza.


Una città sorprendente con una storia incredibile.

Quindi non stupitevi se un giorno, mentre state facendo i lavori a casa, vi capita di scoprire un tunnel... non abbiate paura, percorretelo: potreste essere i protagonisti di una scoperta archeologica!

 

domenica 7 aprile 2019

I Libri da Bisaccia: Manoscritti Medievali custoditi appesi alla Cintura

venerdì 22 febbraio 2019

Dal testo integrale pubblicato su "Il giornale della Numismatica":Salviamo il Collezionismo

“Salviamo il collezionismo!”

 

 

 

Una petizione promossa dalle realtà più significative del mondo della filatelia si propone di far modificare il disegno di legge 882. Ma interessa tutto il mondo del collezionismo.

Le più importanti realtà del collezionismo di francobolli hanno unito le forze per una petizione. Sono Accademia italiana di filatelia e storia postale, Associazione nazionale professionisti filatelici, Bolaffi spa, Federazione fra le società filateliche italiane, Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi” e Unione stampa filatelica italiana. Tramite la piattaforma Change.org chiedono di modificare il disegno di legge 882 che, se approvato in maniera definitiva, comporterà gravi ripercussioni non solo al mondo della filatelia, ma più in generale all’intero comparto collezionistico,  numismatica inclusa. L’invito è andare sul sito, sottoscrivere la richiesta e divulgarla il più possibile tramite socialnetwork e media.
L’iniziativa, che si intitola Salviamo il collezionismo!, preannuncia «tempi duri per i collezionisti, se il testo, già approvato dalla Camera dei deputati ed ora all’esame del Senato, venisse approvato così com’è». Denominato Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale, si pone come obiettivo bloccare i traffici di reperti archeologici e antichità. Nella stessa legge viene introdotto anche il titolo VIII-bis, Dei delitti contro il patrimonio culturale, che in diciannove articoli tratta di furto, ricettazione, riciclaggio, falsificazione in scrittura privata, violazioni in materia di alienazione, importazione ed esportazione illecite, distruzione e devastazione, traffico illecito, confisca di beni culturali.
La criticità della legge consiste però nella vaghezza di quali beni culturali siano soggetti a tali norme. Questa aleatorietà implica che quasi ogni oggetto, «dal mobiletto della nonna alle lettere dei soldati della Prima guerra mondiale, dal dipinto di un minore dell’Ottocento al diario scolastico di un ragazzo, dall’auto d’epoca alla fotografia», possa essere considerato un bene culturale. Basta che abbia almeno settant’anni per rientrare nella casistica, e ogni dodici mesi la stessa mannaia scatterebbe per una molteplicità di altre cose, magari detenute da tempo immemore in famiglia o frutto di un’appassionata raccolta», si legge nel testo della petizione.
I firmatari, pertanto, chiedono «che il Senato modifichi il testo uscito dalla Camera indicando chiaramente quali oggetti intende subordinare alla normativa, evitando interpretazioni della norma che porterebbero milioni di cittadini a correre il rischio di subire procedimenti penali, anche per oggetti di scarso valore».

sabato 9 febbraio 2019

2 Centesimi 1862





Rame ; Diametro 20 mm ; gr  2 ;
Contorno liscio
Stato conservazione ; B
Indice rarità:  NC
ALTRI ANNI PRESENTI NELLA COLLEZIONE
- 1861 (MILANO)  C
-1867 (MILANO)  C

sabato 2 febbraio 2019

Spagna 2 euro commemorativo “30° anniv. bandiera europea”

Moneta circolata ,ma per adesso in collezione mettiamo questa.

Al centro della moneta è raffigurata la bandiera dell'UE quale simbolo dell'unione di popoli e culture. Le dodici stelle che si trasformano in figure umane rappresentano la nascita di una nuova Europa. In alto a destra figurano, a semicerchio, il paese di emissione "ESPAÑA" e gli anni "1985-2015"; a destra, fra la bandiera e gli anni, figura il segno di zecca, la "M" coronata. In basso a destra le iniziali dell'autore Georgios Stamatopoulos.